Sono ancora qui!
E lo dimostro segnalandovi le ultime cronache da Cartoomics.
...e presentandovi la mia mascotte.
martedì 24 marzo 2015
venerdì 6 marzo 2015
Prima Di Svanire
Piccola comunicazione per annunciare che ho cominciato a scrivere per il blog Prima di Svanire, e >QUI< potete trovare il mio primissimo articolo dove recensisco SAGA!
Altra novità per chiunque sia interessato a sapere come sta andando il libro: come annunciato sul blog ufficiale, "Le Lacrime di Ishtar" avrà il suo stand alla fiera di Cartoomics (13/15 marzo Fiera di Milano RHO) in Area Fantasy al G24!
Se volete passare a trovarmi mentre fingo di essere seria e professionale, siete tutti i benvenuti.
Restate sintonizzati sulla pagina facebook per tutti gli aggiornamenti. ^^
Altra novità per chiunque sia interessato a sapere come sta andando il libro: come annunciato sul blog ufficiale, "Le Lacrime di Ishtar" avrà il suo stand alla fiera di Cartoomics (13/15 marzo Fiera di Milano RHO) in Area Fantasy al G24!
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domenica 11 gennaio 2015
Buon anno e grazie per tutto il pesce
Quindi vi segnalo gli aggiornamenti sul blog ufficiale, dove potete trovare alcune novità su autrice, copertinista, e leggere trama, prologo e alcuni estratti direttamente dal libro!
venerdì 12 dicembre 2014
PopCo - Leggere Scarlett Thomas è un esercizio mentale
“Cosa sta succedendo a Alice
Butler, esperta in crittoanalisi e ideatrice di nuovi prodotti per la PopCo,
terza multinazionale del giocattolo al mondo? Perché l’azienda ha deciso di
isolare lei e altri creativi in un complesso sperduto nella brughiera inglese?
Chi si nasconde dietro i messaggi in codice che negli ultimi tempi qualcuno le
invia? Si tratta di pericolosi avvertimenti o queste curiose sequenze
alfanumeriche celano un intrigante segreto? Quando emerge in tutta chiarezza
che gli avidi manager della PopCo sarebbero pronti a tutto per accaparrarsi
nuove fette di mercato, ecco che la giovane matematica scopre di non essere
sola. Alle scrivanie della PopCo, infatti, siedono altri impiegati sovversivi.”
Rileggo PopCo.
E intanto sono in balia di pensieri contrastanti, perché non
faccio che ricordarmi che, ogni volta che mi trovo a consigliare i libri della
Thomas, finisco per dare la ben poco esauriente motivazione: “Devi leggerlo per
capire!”
Eppure no, stavolta devo riuscire a spiegare i motivi. Se
avessi delle sorelle più piccole vorrei che leggessero questo libro, eppure
sentirei il bisogno di passarglielo insieme ad un manuale di istruzioni.
In fondo è il motivo per cui non si mettono certi libri in
mano a bambini troppo piccoli: ti manca l’esperienza per capire cosa puoi
prendere per buono e cosa invece scartare o semplicemente non prendere sul
serio. Non sei ancora abituato a scavare per capire che cosa c’è sotto.
Perché vorrei che lo leggessero? Beh, banalmente perché dà
un sacco di cose a cui pensare.
È un libro difficile da leggere, e soffre dei
difetti tipici di questa scrittrice: ma il bello è che, se non ti interessa il
trattato di cinque pagine su questioni matematiche, puoi saltare tutto quanto e
tornare alla trama, che diventa veramente interessante a partire da metà libro
e per fortuna non smette più.
Non sono sicura che sia “un buon libro” come lo
intendo di solito, perché divaga, ti costringe a seguirlo dove magari non avevi
intenzione di andare, interrompe la narrazione proprio quando stava diventando
interessante, non ti descrive fisicamente i personaggi ma ti fa conoscere la
loro vita.
I libri della Thomas hanno sempre un approccio piuttosto
rude e confusionario.
Ma, nonostante tutto, consiglierei di leggere questo
semplicemente perché parla della vita, di come è possibile sopravvivere al
periodo scolastico, di omologazione, di ricerca di identità, di società, di
capitalismo, di marketing e pubblicità, di consumismo, di sfruttamento.
Rileggo ancora oggi a ripetizione i capitoli dell’infanzia
della protagonista e del suo calvario durante il periodo scolastico, e continuo
a pensare che all’epoca avrei voluto qualcuno che mi spiegasse come ribellarmi
alla tortura del bullismo, dell’emarginazione e delle prese in giro. Avrei voluto qualcuno che mi avesse insegnato a resistere e
a tenermi stretta la mia identità, come ho imparato a fare solo molto più
tardi.
Inoltre, è una storia particolare, perché di questi tempi
parte il lancio di uova marce se si viene a sapere che un libro tratta di
animalisti e di vegani.
Sì, parla anche di quello, e più di una volta si schiera
neanche troppo velatamente dalla loro parte. Però è stato scritto alcuni anni
fa nel "lontano" 2007, quando ancora la moda dei vegani estremisti incazzati e degli anti-vegani
ancora più incazzati non era così virale su internet, e affrontare un discorso
al riguardo non provocava sputi in faccia.
L’opinione pubblica non era ancora così incattivita come è
adesso, al riguardo. Mai come di questi tempi, soprattutto grazie a facebook, i
flame su internet sono stati così tanto arrabbiati.
Io penso solo che gli animalisti e ambientalisti veri non
siano quelli che scatenano flame su internet.
Però io continuo a pensare che in realtà PopCo non sia stato
fatto per essere schierato. A volte lo è, come quando demonizza la figura del
medico aziendale “spacciatore di medicine” a favore della medicina naturale e
alternativa. Ma è questo il punto: sono libera anche di non essere d’accordo
col libro, o meglio con i suoi personaggi. Sono i personaggi a discutere dello
stile di vita vegetariano/vegano, ed essendo personaggi non è detto che abbiano ragione loro. Noi lettori veniamo lasciati
liberi di farci la nostra opinione, ascoltando le loro ragioni più o meno
valide.
Io non potrei mai essere vegetariana, tanto meno vegana. Ma
ho trovato interessanti gli spunti di riflessione offerti dal libro.
Per leggere Scarlett Thomas, non devi necessariamente essere
d’accordo con lei. Quello che mi ha sempre affascinata è il modo in cui esprime
le sue idee, i flussi di coscienza dei suoi personaggi che assomigliano così
tanto a ciò che succede regolarmente dentro la mia testa: ed è anche vero che
sicuramente i suoi personaggi femminili saranno tutti un ricalco delle sue
esperienze personali, e si vede, eppure trovo che questo li renda veri.
Non penso che scriva bene sempre: trovo “L’isola dei
segreti” un buco nell’acqua e “Il
giro più pazzo del mondo” un libro carino ma molto al di sotto delle
aspettative. Eppure trovo sempre qualcosa che mi serve, qualcosa da portare con
me, nei suoi libri.
Per questo è necessaria un po’ di esperienza: non puoi
leggere questi libri e arrivare al finale pensando “è un bel libro positivo con
un bel messaggio giusto da assimilare” Troppo facile. Ci devi pensare, devi
esserti fatto una tua idea, e vieni lasciato con una domanda: con cosa sei
d’accordo? In cosa potresti scegliere di credere?
Ecco, se avessi delle sorelle più piccole, vorrei che lo
leggessero per questo.
martedì 11 novembre 2014
Novità scrittevoli
Le Lacrime di Ishtar ha avuto un'accoglienza calorosa, malgrado l'interminabile serie di piccole sviste e di difetti che accompagnano sempre un progetto ambizioso come l'autoproduzione e il fatto in casa. Ma, non di meno, questo è un inizio!
Una piccola parentesi per due cose che mi vengono chieste spesso: ebook e fiere.
Non esiste ancora la versione ebook, ma ci sarà sicuramente fra un po' di tempo. Dovendo valutare attentamente ogni passo che faccio, l'avanzata è lenta. Non escludo di allargarmi sia all'ebook che alla vendita su amazon e altri store online, anzi, conto di farlo: semplicemente, la strada è ancora lunga.
Riguardo agli stand in fiera: conto di fare sicuramente anche quelli, anzi, saranno di vitale importanza. A sapere un anno fa che ad ottobre avrei pubblicato il libro, forse avrei potuto muovermi per tempo e chiedere lo stand a Lucca... tuttavia, quella fiera è così grande che i costi sono veramente proibitivi, e le selezioni per essere ammessi sono durissime.
Ma invece è probabile che si riesca ad ottenere uno stand in fiere nostrane più piccole, quindi continuo a sperare bene.
Come per il resto, è ancora molto presto per fare previsioni accurate.
Sono online sia la mia pagina facebook da autrice, sia il nuovo BLOG costruito apposta per essere una piccola vetrina ufficiale del libro comodamente consultabile, con tante novità tra le quali il prologo che potete ora leggere gratuitamente!
Inoltre, recentemente il libro è stato messo anche su aNobii, quindi, se vorrete lasciarmi un giudizio o anche solo un voto non potrà che farmi piacere, perché l'unico modo che ho per sapere se la strada che sto percorrende è quella giusta, è la voce dei lettori.
Che altro dire: dare la propria creatura in pasto al mondo è sempre un salto nel buio. È un po' come fare uscire le tue idee dalla pappetta primordiale che le ha generate e vederle cominciare a guardarsi attorno.
Ma è quello che volevo, e per ora va bene così.
giovedì 23 ottobre 2014
RVH: Ascesa alle Tenebre - Recensione
È vero che si scrive, ma intanto naturalmente si continua
anche a leggere!
Parliamo del libro che mi ha tenuto piacevolmente compagnia la
scorsa settimana… Raistan Van Hoeck – Ascesa alle Tenebre, di Lucia Guglielminetti.
Sono incappata in questo libro come mi succede la maggior
parte delle volte: per caso. Ho scoperto la scrittrice su internet, e mi sono
incuriosita: complice anche il suo sito, dove è possibile leggere parecchie
anteprime del suo lavoro, e quindi dare anche un corposo assaggio prima di
decidere se i libri ti interessano.
Mi interessavano molto, ma ammetto che non sapevo
esattamente cosa aspettarmi quando ho dato una possibilità a RVH. La storia è
quella di Raistan, nato nell’Olanda del 1677, e tramite le sue memorie si
ripercorre la sua vita: quella da umano, e quella che comincia con la sua
rinascita da vampiro.
Prima impressione? Era esattamente quello che avevo voglia
di leggere in questo periodo. Sono sempre alla ricerca di qualche racconto sui
soprannaturali che abbia il sapore di qualcosa tra Anne Rice e Vampire the
Masquerade, e fino ad ora nessuno dei libri urban fantasy recenti che mi era
capitato di leggere mi aveva davvero soddisfatta.
Non mancano alcuni difetti: anche se la maggior parte, ci tengo a
precisare, riguardano questioni di stile. E di gusti, ovviamente. A me, per
esempio, non piace molto la narrazione in forma di diario. Di solito apprezzo
sia la narrazione in prima persona che i salti temporali: ma, in questo caso, i
pezzi narrati al passato prossimo invece che al passato remoto mi smorzano
moltissimo l’immediatezza di una scena.
L’inizio è frettoloso, come se fosse un punto del racconto
su cui non vale la pena soffermarsi. Ci sono alcune frasi ricorrenti che
stonano: avrei evitato le continue spiegazioni rivolte al lettore, che più
volte rimarcano come “a quel tempo si facesse così”, e spesso si incappa in
termini troppo moderni. È vero che il Raistan dei nostri tempi potrebbe usarli,
essendo lui la voce narrante, ma ogni tanto semplicemente stonano all’interno
di una scena ambientata nel settecento. (“come un alieno”, “le loro espressioni
erano da filmare”, eccetera)
Per
quanto riguarda non lo stile, ma i personaggi: Raistan è un protagonista
carismatico, lui e Shibeen spiccano sopra tutti gli altri, ma anche i
comprimari riescono ad essere piacevoli. È quasi un peccato che il Raistan
bambino e umano sia così buono e caro, senza nemmeno un’ombra della persona che
diventerà in futuro: non mi sarebbe dispiaciuto vedere qualche sprazzo più cupo
e “selvatico” nel bravo bambino olandese che se ne va di casa in cerca di
fortuna senza altra compagnia che quella del suo cane.
Shibeen: poteva essere banale, e invece non la è stata
affatto. Poteva limitarsi a ricoprire il suo ruolo di creatrice e poi
scomparire sullo sfondo, invece sono stata felice di vederla presente per la
maggior parte del libro. L'unica cosa che mi è sembrata strana è il modo repentino
in cui lei decide di cacciare Raistan di casa dopo averlo trasformato, anche se
è per la sicurezza della sua famiglia. Lo seguiva da così tanto tempo che ci si
aspetterebbe di vedere più ostinazione da parte sua, o almeno un progetto, un
piano per lui: invece dopo pochi giorni è pronta a mandarlo via. Inoltre, anche
più avanti, forse sarebbe stato più credibile se l’iniziativa di mettersi in
viaggio fosse partita da lui invece che di nuovo da Shibeen.
SPOILER!
La parte centrale, dal 1705 al 1750 con la nascita come
vampiro e tutto quel che ne consegue, è stata la mia preferita. Però non ho
potuto fare a meno di notare che alcuni episodi rispecchiano fin troppo
perfettamente Intervista col Vampiro:
come l’avvelenamento da assenzio e laudano, seguito dal fuoco e dal periodo di
“coma” in acqua, anche se messi in un contesto diverso. Tuttavia, sono ben narrati.
E tutto il pezzo successivo riguardo il recupero di Raistan, stavolta raccontato
da Shibeen, è molto sentito.
C’è una forte alternanza di pezzi molto intensi e di pezzi un po’ troppo rapidi. L’incontro con Stefan sembra contenere un bel po’ di dettagli molto importanti: lui ha caratteristiche evidentemente fuori dal comune per essere un vampiro, e la sua amicizia con Raistan sembra essere un dettaglio da non sottovalutare. Tuttavia, dura pochissimo. E, peggio ancora, sappiamo già che fine farà in futuro! È un peccato: era proprio necessario rovinare la sorpresa?
C’è una forte alternanza di pezzi molto intensi e di pezzi un po’ troppo rapidi. L’incontro con Stefan sembra contenere un bel po’ di dettagli molto importanti: lui ha caratteristiche evidentemente fuori dal comune per essere un vampiro, e la sua amicizia con Raistan sembra essere un dettaglio da non sottovalutare. Tuttavia, dura pochissimo. E, peggio ancora, sappiamo già che fine farà in futuro! È un peccato: era proprio necessario rovinare la sorpresa?
Anche l’intera parte terza, il “Qui e Ora” che in teoria dovrebbe essere la trama portante del
libro, soffre della stessa fretta e della narrazione al passato prossimo.
Stavolta, al contrario di quanto accadeva ne “Il racconto di Shibeen” ho trovato molto limitante lo stile di
scrittura: gli eventi raccontati sono tantissimi e molto importanti, ma sono
drasticamente ridotti in forma di lettera, e quindi buona parte del brivido
della storia si perde.
Mi è spiaciuto. Nel complesso, se il libro fosse stato più
lungo perfino di cento o duecento pagine pur di raccontare nel dettaglio –o con
un diverso pov- gli ultimi
avvenimenti, sarebbero state duecento pagine che avrei letto volentieri.
Non ultima, la sensazione che manchi un pezzo. So che i
salti temporali sono tutti quanti voluti, ma la “mancanza” mi è rimasta. Si parla
molto della famiglia degli Andrews, umani particolarmente importanti per
Raistan per via di qualcosa accaduto in passato, ma soprattutto di Greylord,
capo dei licantropi, e di come ad un certo punto della sua vita Raistan sia
stato suo prigioniero e sottoposto a torture, cosa che li porta a combattersi
per il resto della vita. Questo ci viene solo accennato: la storia per intero,
infatti, dovrebbe essere raccontata nel secondo libro della serie. Ma questo
primo libro si conclude, ai giorni nostri, con la loro reciproca collaborazione
che sfocia perfino in amicizia.
Ecco, io avrei voluto vedere Raistan e Greylord nemici,
prima di vederli amici: altrimenti come faccio a sorprendermi per l’evoluzione
e il cambiamento dei personaggi?
Nel complesso, comunque, si tratta di un libro che mi è
piaciuto e che ho letto molto volentieri.
Ed è molto probabile che decida di leggere anche i seguiti, visto che pare che andranno a colmare proprio le lacune temporali non ancora raccontate nel primo. Finora mi ispira, e mi fido. Mi piace l’universo creato attorno a Raistan, e mi piace che l’autrice sembri intenzionata a sfruttarlo ed esplorarlo nei libri seguenti: il suo stile promette bene, e se si rivelerà una di quelle autrici destinate a migliorare di libro in libro… allora sarà un vero piacere seguirne gli sviluppi. Inoltre, si tratta di un'autrice partita sotto casa editrice, e che invece adesso ha scelto la pubblicazione indipendente: anche per questo non posso non offrirle tutto il mio supporto e augurarle in bocca al lupo!
Ed è molto probabile che decida di leggere anche i seguiti, visto che pare che andranno a colmare proprio le lacune temporali non ancora raccontate nel primo. Finora mi ispira, e mi fido. Mi piace l’universo creato attorno a Raistan, e mi piace che l’autrice sembri intenzionata a sfruttarlo ed esplorarlo nei libri seguenti: il suo stile promette bene, e se si rivelerà una di quelle autrici destinate a migliorare di libro in libro… allora sarà un vero piacere seguirne gli sviluppi. Inoltre, si tratta di un'autrice partita sotto casa editrice, e che invece adesso ha scelto la pubblicazione indipendente: anche per questo non posso non offrirle tutto il mio supporto e augurarle in bocca al lupo!
martedì 14 ottobre 2014
Quel che è fatto, è fatto.
Quello che è fatto è fatto: ora si va in stampa.
Vi ricordate il post dell'anno scorso? Bene: la suddetta trilogia ha ufficialmente cominciato a muovere i primi passi, perché giusto due settimane fa mi è stata consegnata la copia pilota del primo libro, che sarà disponibile entro la fine di questo mese.
Un paio di curiosità visto che siamo qui: autoprodursi, perché?
Visto che c'è molta confusione al riguardo, consiglio gli articoli di Writer's Dream sull'argomento, ma vi dirò anche la mia.
Semplicemente, perché avevo scritto dei libri che ormai mi sarebbe piaciuto fare leggere. Perché volevo che ne esistesse almeno qualcuno, che fosse fatto di carta, che fosse leggibile e sfogliabile. Perché avevo al mio fianco molte persone che questo libro lo hanno letto, criticato, smembrato, commentato, aggiustato, e che hanno dato il loro contributo in modo da renderlo un prodotto non solo dignitoso, ma un buon prodotto. Perché tra editor, beta-reader e copertinista, per la prima volta avevo veramente tutto quello che mi serviva.
Non c'è stata nessuna grande casa editrice a dirmi che, per la modica cifra di poche migliaia di euro, me lo avrebbe pubblicato e mandato in tutte le librerie. Quindi non ho fatto altro che fare un investimento su me stessa, anche se vuol dire che sarò io e solo io ad occuparmi della vendita e della distribuzione: un vero e proprio "fatto in casa", perché significa che sarò anche l'unica a raccoglierne i frutti.
Considero "Le Lacrime di Ishtar" il mio libro dell'adolescenza per due motivi: perché appartiene al filone dei fantasy classici che ho letto e amato da adolescente, e perché è stato scritto e pensato per un target di ragazzi, anche se lo considero rivolto ad un pubblico che può andare dai sedici anni fino agli over trenta senza alcuna distinzione.
A breve verrà completata la pagina facebook ufficiale dalla quale sarà possibile acquistarlo, leggerne qualche assaggio, e ricevere di volta in volta aggiornamenti sulla trilogia e sui miei altri progetti letterari... E naturalmente trovare altri splendidi ritratti dei protagonisti ad opera della copertinista ed illustratrice ufficiale.
Quindi cliccate qui, e accompagnatemi nell'attesa!
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