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giovedì 7 giugno 2018

Un altro (f)utile recap di inizio estate.


La metà dell’anno scatta puntuale come un orologio (e che altro dovrebbe fare?), e io come al solito sono qui a chiedermi... che cosa ho fatto dall’inizio dell’anno?
Beh, diverse cose. Ma questo spazio, come al solito, preferisco dedicarlo alle cose che ho letto e guardato.


GENNAIO

Tra i film spicca sicuramente The Greatest Showman: trama semplice e così tanti buoni sentimenti da far venire le carie (non ci sono più abituata...) ma cavolo, un bel musical è un bel musical.

Tra i libri abbiamo:
- Nati due Volte: l'età del bronzo e del miele (Laura MacLem)
- Il racconto dell’ancella (Margareth Atwood)
- Antologia di Spoon River (Lee Masters) 


Nota di colore: nello stesso mese scopro il fandom di Overwatch. Non sono una videogiocatrice, ma a livello di character design e di trama comincia a piacermi. Poi scopro il meraviglioso mondo delle fanart e fancomic, ed è la fine.


Altri due articoli miei vengono intanto pubblicati sul fido magazine Fermomag. Se vi incuriosisce sapere come sono finita a scrivere contemporaneamente di Lupo Alberto e di Antonio Allegri, detto Il Correggio, vi consiglio di darci un'occhiata!


FEBBRAIO

Il film del mese è La Forma dell’Acqua, che... risulta molto bello da vedere, ma mi lascia piuttosto indifferente.

Per le serie tv, incomincio la prima stagione di Vikings.

Per i libri, Storia di un corpo (Daniel Pennac).

Per le graphic novel/fumetti invece abbiamo una rivelazione: la trilogia di Providence (Alan Moore – Jacen Burrows), rivisitazione a fumetti dell’universo di Lovecraft che mi ha assolutamente catturata, appassionata e pure terrorizzata come non mi capitava da moltissimo tempo. Credo che resterà una delle letture migliori dell’anno.


MARZO

Per i film, menzione speciale per What we do in the Shadows: godibilissimo, imbarazzante, tragicomico film sui vampiri “in stile vintage”. Guardatevelo. Vale la pena.

Interessante anche l’originale di Netflix Bright, che considero una buona occasione mancata di poco, ma con della buona volontà dietro.

Libri:
- Stavolta un saggio: How to be everything – “Diventa chi sei”, ma la traduzione mi sa di annacquato...- (Emilie Wapnick) interessante trattato che parla in modo molto semplice e immediato del lavoro e del tema complicato della multi-potenzialità.
- Una rilettura: Streghe all’estero (Terry Pratchett)

Per le serie tv, proseguo Madmen e Black Sails.

E nel frattempo c’è stata Cartoomics, alla quale ho partecipato ancora una volta come standista, cosa che non mi ha impedito di fare qualche acquisto mirato e di riportarmi a casa un piccolo bottino fumettoso: 
- Addio Darwin 1 (Federica Messina - Kasaobake)
- Non Usciva Mai (Laura Guglielmo – Attaccapanni Press) 
- Roll Again 1 (The Evil Company)



APRILE

Questo è un mese speciale di suo, perché proprio il 19 aprile ho finalmente pubblicato in eBook il terzo e conclusivo volume della trilogia di Ishtar! 


Il Portale d’Ossa fa il suo debutto e la storia, cominciata a settembre 2014, si conclude. 



Per i film, il migliore è lo splendido Tonya.

Serie tv:
- Finisco Black Sails con un magone grosso così. Il finale è riuscito a emozionarmi, nonostante tutto. Non lo so, mi avranno beccata in un momento in cui ero particolarmente sensibile, ma a me tutta la piega che hanno deciso di dare all’episodio finale è piaciuta. 
- Madmen.
- L’Altra Grace. Comincia da qui un periodo in cui quasi tutto quello che guardo o leggo riesce solo raramente a mantenere la mia attenzione. Questo, insieme al fatto che la trama non riuscisse a intrigarmi, non ha aiutato la visione. Mi ha dato la sensazione di una storia curiosa, ma, alla fine, inconsistente.

Libri:
- L’Isola del Tesoro (Stevenson)
- Il dottor Zivago. (Boris Pasternak)

Musical: 
- Otello, l’ultimo bacio

Nota speciale, un concerto, anzi IL concerto che stavo aspettando da anni: quello di Aurelio Voltaire durante l’agognatissima vacanza a Londra! Vacanza in cui quasi tutto quello che poteva andare storto è andato storto, ma ce la siamo goduta lo stesso.


MAGGIO

Le prime settimane del mese le ho passate in stato semi-confusionale dovuto prima al travagliatissimo ritorno da Londra, poi al febbrone da cavallo che mi ha abbattuta appena tornata in Italia.
Strano che, comunque, il mese sia stato pieno di film e libri!

Film: 
- Colossal
- L’Isola dei Cani
- Coco
- Solo, a Star Wars Story

Libri: 
- La lettera scarlatta (N. Hawtorne)
- Il Drago e il George (G.R. Dickson)
- Il Dottor Zivago (B. Pasternak) È ancora lì. Sono già arrivata oltre la metà, ma ammetto che mi sta affaticando.

Fumetti: 
- Macerie Prime, 6 mesi dopo (Zerocalcare)
- Saga (Primi due numeri del Capitolo 49, ancora inedito in Italia, presi a Londra)
- Guardati dal Beluga Magico (Daniel Cuello)
- Neonomicon (Alan Moore – Jacen Burrows)
- La giusta mezura (Flavia Biondi)

Serie tv: 
- La Casa di Carta. Bizzarro. Ha avuto un netto miglioramento dalla quarta puntata in poi, e sono arrivata a guardare tutta la prima stagione rimbalzando da uno stato d'animo all'altro. Sicuramente intrattiene. 
- Madmen, stagione finale
- Vikings, seconda stagione


Grazie a numerose incursioni in libreria durante le quali mi sono data spesso e volentieri all'assaggio libero da scaffale (e, in un caso particolare, di una lettura sentita per radio) la mia lista si è arricchita e ora ci sono libri che vorrei leggere nell'immediato futuro, uno dei quali mi sono già procurata.


- Victorian Horror Story (Mala Spina)
- La galassia dei dementi (Ermanno Cavazzoni)
- Il diavolo nel cassetto (Paolo Maurensig)
- Le Visionarie - Fantascienza, fantasy e femminismo: un'antologia (VanderMeer)
- Nati due volte: l'età del vino e del ferro (Laura MacLem)

mercoledì 6 dicembre 2017

Il "ce l'ho, ce l'ho, mi manca" di Black Mirror

In verità questo post era iniziato come un “ce l’ho ce l’ho mi manca” siccome stavo guardando le puntate di Black Mirror, fortunata serie originale di Netflix, in ordine rigorosamente sparso senza sapere quando avrei completato la serie. 
Ma alla fine ho guardato tutto, anche le puntate che pensavo avrei evitato. 
Eccoci, dunque!



1° stagione
  • Messaggio al primo ministro – Prima puntata della prima stagione, eppure è stata l’ultima che ho visto. È ok, stabilisce fin dal principio quale sarà il tono della serie... ma se dovessi consigliare a qualcuno di iniziare Black Mirror non gli direi di iniziare con questa. (È anche una delle puntate in cui ho visto il più evidente buco di trama. Tuttavia, trovo che sia una costante di Black Mirror il fatto di non seguire logiche ferree, o di concedersi buchi di logica scientifica o legale in favore della trama. Ha senso.)
  • 15 milioni di celebrità – Perplessa all’inizio, ma recupera tutto dalla metà in poi: ora è una delle mie preferite.
  • Ricordi pericolosi – Fantastica nonostante il ritmo solo apparentemente lento. Ansia allo stato brado.
2° stagione
  • Torna da me – Triste, con un vago tocco di reminescenze da Frankenstein. Semplice ma non male.
  • Orso Bianco – Interessante, ma non mi ha coinvolta quanto speravo e la tensione scema prestissimo. Un po’ deludente nel complesso.
  • Vota Waldo! – Buona, ma ho avuto la sensazione di essere rimasta in attesa di un crescendo di tensione che non c’è stato.
  • White Christmas – Un altro grande episodio. Da brava puntata speciale, non si pone neanche il problema di cosa scegliere per farti stare male: prende quattro o cinque motivi diversi, te li avvolge in carta da regalo e poi te li spara nei denti. (Sul serio, dopo questo episodio ho dovuto prendermi una pausa.)
3° stagione
  • Caduta libera – Bella, bella, bella e crudele in modo assurdo. La mia puntata preferita.
  • Giochi pericolosi – Mah. Grande mah. Noiosa per la maggior parte del tempo, con giusto una buona trovata sul finale. Non la consiglio.
  • Zitto e balla – Ottima, ben costruita, e con notevoli colpi di genio fatti apposta per giocare coi sentimenti dello spettatore. Proprio come piace a me!
  • San Junipero – Mi è piaciuta. È tra le preferite della fanbase (che pare dividersi in chi la ama e chi la odia) ma io ammetto che non mi ha particolarmente emozionata né commossa. Buona, senza picchi, ma coinvolgente.
  • Gli uomini e il fuoco – Temevo di essermi rovinata la sorpresa perché sapevo già quale fosse il “colpo di scena”, e invece il fatto di saperlo già non ha tolto gusto alla puntata. Niente male.
  • Odio universale – Bella puntata. Sia per il tema, l’angoscia attualissima della gogna mediatica, sia per il lato thriller che stavolta funziona benissimo fino all’ultimo secondo.

Per finire vi consiglio due cose. Uno, non iniziate per forza dall'inizio. La serie è antologica, quindi scegliete la prima puntata di cui il tema vi stuzzica e partire con quella. 
Secondo, voglio lasciarvi la mia personale selezione delle puntate che consiglio sicuramente!



1. Caduta libera
2. Zitto e balla
 3. White Christmas
4. Ricordi pericolosi
5. 15 milioni di celebrità
6. Odio universale

venerdì 2 giugno 2017

Considerazioni a metà




E siamo a metà!
Ha già cominciato a fare schifosamente caldo, in casa mia e in giro per la città c’è una proliferazione di quei ragnetti saltatori microscopici che arrivano da tutte le parti e spuntano quando meno te lo aspetti...
Insomma, pare che sia giugno.
E arrivati alla metà dell’anno, è usanza cominciare a tirare un po’ di somme.

Questa prima metà è stata (per fortuna) molto intensa grazie al corso di editoria che ho frequentato da marzo e che proprio questo lunedì arriverà al suo termine.
Nota dolente il tempo per scrivere, che non c'è stato. Frequentando otto ore al giorno, fuori città, ho scoperto di avere molte meno energie di quanto pensassi, o forse solo una cattiva gestione del tempo. Perché il tempo per scrivere te lo devi prendere a forza, devi rinunciare ad altro per fare quello, e se non sei abbastanza motivata si trasforma in un appuntamento così facile da rimandare... specie quando ti ritrovi alle undici di sera a cucinarti il pranzo per l'indomani, e vorresti anche trovare il tempo di dormire, magari. 
In sostanza, sono stata per un lungo periodo di tempo un "soggetto non scrivente", e ora sto cercando di rimediare.

Invece a livello di letture e di cose da guardare, ecco una carrellata con le prime scoperte dell’anno: prime in ordine temporale senza alcuna distinzione, e le ultime, che sto ancora seguendo!

  • Primo film del 2017: La casa dei ragazzi speciali di Mrs Peregrine (ma potrebbe anche essere Alien VS Predator guardato la sera dell’ultimo dell’anno...)
  • Ultimo film a oggi: Wonder Woman (e, sì, c’è stato anche Pirati dei Caraibi 5 in mezzo... non l’ho odiato, al contrario di molti. Ma credo che ciò che ha di buono non sopravvivrebbe a una seconda visione.)  

  • Prima serie tv nuova: Peaky Blinders 
  • Ultima serie tv a oggi: Breaking Bad e, parlando di nuove uscite, American Gods
 
  • Primo libro nuovo finito: “I miei sogni mi appartengono” Mary Shelley 
  • Ultimo libro a oggi: “Regina di fiori e radici” Laura Mc Lem
 
  • Prima serie animata nuova: Steven Universe
  • Ultima serie animata a oggi: sempre Steven Universe! 

  • Primo musical nuovo: Hamilton 
  • Ultimo musical a oggi: l’ultimo seguito per intero è Heathers, l’ultima scoperta (ma del quale ho ascoltato solo un paio di canzoni) è Dear Evan Hansen
 
  • Primo manga nuovo: "The Ancient Magus’ Bride" di Kore Yamazaki 
  • Ultimo manga nuovo: sempre quello! 

  •  Coi fumetti invece sono indietro, considerando che le ultime letture degne di nota sono state tra dicembre e gennaio e sono "Contro Natura" di Mirka Andolfo e "Avatar: The Last Airbender - The Search" di Michael Dante DiMartino e Gene Luen Yang.

La mia creatura secondogenita, Le Fiamme di Darastria ha avuto il suo debutto a inizio anno con le due fiere a cui ho partecipato. 
Poi io ho dovuto mettere in pausa la mia presenza in fiera, ma il libro ha proseguito per la sua strada e si è fatto spazio, continuando a regalarmi soddisfazioni. Dalla settimana prossima, anche quella che è stata la routine degli ultimi mesi cambierà di nuovo, e io ho deciso di restituire alla scrittura lo spazio che si merita, a qualsiasi costo. 
Del resto, uno dei propositi entro la fine dell’anno resta sempre quello di finire il terzo e ultimo libro in tempo per la fiera dove ormai sono di casa, il festival del fumetto di Novegro a febbraio!

lunedì 12 marzo 2012

Intervista col Vampiro (ma dai?!?) - film 1994

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghM9Ks1SEQy9UNtwwKe9nYXgVp4Oe9VDRnv2ZAOTExr4mdml0f_oNyCNnwaU7UW6RhAVgmLEhTeOcMhL1paWCsJYGrnXUsypKued3A8lTCpN044gtJmtgSi2WLFkRUMMqToWAWIjyuw74/s1600/intervista+col+vampiro.jpg 
Ho guardato diverse volte Intervista col Vampiro anche prima di appassionarmi alla storia -e a Lestat- col secondo libro di Anne Rice. È sempre stato uno di quei film in perfetto equilibrio tra il piacermi e non piacermi, anche se tirando le somme ci trovo sempre più pregi che difetti.
Prima cosa: il cast. Punto spinosissimo, che divide da anni orde di fan dei libri.
Personalmente, trovo sia Lestat che Louis del film piuttosto accettabili e simili, in una certa misura, alle descrizioni dei libri. Mi piace come Tom Cruise fa Lestat (per quanto la sua parrucca bionda ogni tanto sembri essere passata attraverso un aspirapolvere...). Brad Pitt poteva starci fisicamente per Louis, ma... mio dio, poche volte l'ho visto così -è proprio il caso di dirlo- impalato come in questo film. Il risultato è una recitazione da vampiro stereotipato: tutto rigido e che parla sussurrando; questo è proprio uno dei lati che non mi convincono, e in italiano anche il doppiaggio non aiuta. Solo Tom Cruise riesce, ogni tanto, a sciogliersi un po' e a non suonare ridicolo.
Claudia la trovo molto azzeccata: fantastica da ascoltare con l'audio originale in inglese, prova vivente che agli inizi della sua carriera Kirsten Dunst sapeva recitare!
Armand... il meno azzeccato di tutti, ma per il semplice fatto che con lui hanno volutamente ignorato la sua descrizione nel libro: ovvio che Antonio Banderas non c'entra niente con un giovanotto rinascimentale dai capelli ramati. Però c'è da dire che per quella parte occorreva un certo carisma da "capo dei vampiri" che un attore giovane non avrebbe avuto, per questo probabilmente si sono affidati ad un attore del suo calibro. Anche se non è che brilli. E lo dico da fan di Banderas.
È una mia ipotesi, ma probabilmente all'epoca hanno fatto questa scelta: scegliere deliberatamente i belli del momento. E non è stata una scelta sbagliata, secondo me. Semmai, è divertente il fatto che questo ruolo abbia fatto vincere un Razzie Award a Cruise e Pitt... per la peggior coppia!
In quanto al film, sono convinta che per l'anno in cui è uscito (1994) fosse un buon prodotto, e tutt'ora è piacevole da guardare. Ci sono alcune scelte stilistiche che mi stonano, la recitazione troppo spesso volutamente "impalata" o esasperata, scene di lotta abbastanza penose, ma per il resto ci sono decisamente molte altre cose che funzionano. È interessante ed è oggettivamente bello da vedere, anche solo per l'atmosfera cupa, per la ricchezza dei costumi e delle scenografie. Tutta la parte con Claudia è la mia preferita, ma penso che la parte veramente viva, e anche divertente, del film sia dalla vampirizzazione di Louis fino alla fuga da New Orleans. Uscito di scena Lestat, il film si ammoscia un po': anche la parte al Teatro dei Vampiri non fa granché per risollevare l'atmosfera. La fine di Claudia e il rogo del teatro finalmente riaccendono l'attenzione, così come la conclusione del racconto di Louis.
Sotto questo aspetto, la nota veramente positiva è il cambio radicale che hanno fatto col finale del libro: ovvero il ritorno in scena di Lestat in tutto il suo splendore. Paraponziponzipom. Secondo me è stato giusto: un finale chiuso, o comunque criptico come quello del libro sarebbe stato moscio, per un film che già di suo tende ad appiattirsi due o tre volte. Invece, un finale così è di quelli che ti strappano la ghignata di soddisfazione. E poi è stato giusto anche per il personaggio di Lestat: dato che non ci sarà mai un film di Scelti dalle Tenebre (e io piango... so che hanno provato a frullare qualche dettagli nel film La Regina dei Dannati, ma il poco che ho visto mi sapeva di cagata colossale) era l'unico modo di rendergli giustizia.
Per me, il bello del film è che nonostante tutto resta molto, molto attinente al libro, soprattutto nei dialoghi. Probabilmente è stato il meglio che si potesse fare. A volte mi chiedo cosa verrebbe fuori se decidessero adesso di farne un remake... se rimanessero fedelissimi al testo, forse ne verrebbe fuori un gran bel film. O una sublime boiata. Forse è davvero meglio non saperlo!

giovedì 15 dicembre 2011

On Stranger Tides

giovedì 19 maggio 2011 12.29
 
Era il 2003, precisamente il 10 settembre, il giorno del compleanno della mia migliore amica di sempre. Io avevo tredici anni. In quel periodo, la mia vita era piombata in uno di quei buchi di depressione e solitudine che purtroppo avevo imparato a conoscere bene: non avevo che un paio di vere amiche, nella mia classe c'era chi fingeva di volermi bene solo per il gusto di sfoggiarmi come uno strano e sciocco animaletto da compagnia.
Quel giorno incontrai un capitano che tracciò una rotta per me, e quella rotta mi portò più lontano di quanto avessi mai potuto immaginare... finii veramente "su coste sconosciute". On stranger tides.
E su quelle coste sconosciute, trovai tutto.
Trovai la passione per qualcosa che mi faceva andare avanti e mi rendeva coraggiosa e orgogliosa. Ritrovai la voglia di ridere, di scherzare e soprattutto di inventare. Trovai le amicizie. Trovai i mondi inesplorati delle fanfiction, del cosplay, conobbi più persone di quante ne avessi mai conosciute.
E mi innamorai. Del capitano. Perdutamente e per sempre.
Ci sono momenti in cui mi rendo conto di essere cresciuta e, in questo caso, mi sono accorta di essere cresciuta con i Pirati, e che anche loro sono cresciuti con me. L'attesa di un quarto film, non l'ho mai negato, è stato piuttosto traumatica: non lo volevo, avrei preferito che la storia si fermasse e ci lasciassero liberi di sognare, avevo paura che incatenassero il mio capitano o lo snaturassero ancora, come era già successo nei seguiti. Tuttavia, quando ho comprato i biglietti per il cinema, ho provato dentro di me un'antica gioia e un senso di attesa che non provavo da tempo. Ero felice di rivederlo. Felice di andargli incontro mentre la sua ultima avventura sbarcava proprio nel giorno del mio compleanno.
Ebbene, prima di passare ad una recensione seria e ponderata (sè, mi piacerebbe), ne voglio fare una sentimentale. E dico che questo quarto film mi è piaciuto, ma soprattutto mi è piaciuto Jack: è questo che è, una nuova avventura del capitano Jack Sparrow, e niente di più. Ed è perfetto così, perché mi sono vista comparire davanti agli occhi il mio capitano di sempre, l'ho ritrovato in ogni parola, in ogni gesto e in ogni sguardo, e davanti a tutto questo non ho potuto fare altro se non ridere di cuore e offrirgli il mio più caloroso "Bentornato".

  Da qui in poi, immaginatevi un branco di sirene che canta a squarciagola: "Spoiler, spoiler, spoiler, spoiler, spoilerspoilerspoiler SPOILER SPOILEEEEEEEEEEEEEEERRR!

Ebbene.
Devo tentare di raccogliere qualche pensiero con un minimo di filo logico.
La cosa più sconcertante è stata verificare che mi è piaciuto, quando non ho fatto che temere che il film fosse una boiata. Non la era. Meno epico degli altri due seguiti, ma anche molto meno pieno di casute di stile: mi ha ricordato moltissimo i film di Indiana Jones, e alla fine è di questo che si tratta; un film classico di avventura autoconclusivo, come era il primo. E mi è piaciuto così. E avete notato che era zeppo di somiglianze con il primo? La vera differenza è questa: ha lo stile del primo film, lo stile di un'avventura classica, a ritmo incalzante, autoconclusiva. È un bene, a parer mio. Di certo c'è meno coinvolgimento emotivo che nella trilogia, meno epicità: questo accade perché la storia ruota attorno a Jack e ai pochi comprimari, non ci sono più grandi storie intrecciate o personaggi che si evolvono, come invece accadeva per esempio con Will ed Elizabeth, di cui ho sentito un po' la mancanza. Ma era giusto così: la loro storia è finita, e questa non è stata altro che una nuova avventura dal gusto completamente diverso.
Ma partiamo dal piatto forte... Jack.
Jack Sparrow. Capitan Jack Sparrow ritornato in tutto il suo splendore. Ok, forse non proprio tutto: il nuovo ciondolo sulla bandana lascia un po' a desiderare, così come le ciocchine rasta sbiadite, ma... sorvoliamo!
Jack è Jack. È terribilmente sè stesso dall'inizio alla fine, e non me lo hanno snaturato o portato all'eccesso come succedeva nel secondo film. La parte che mi è piaciuta di più è stato proprio l'inizio: l'intera scena a Londra è fantastica, e Jack non ci fa la figura del pupazzo rimbalzante, ma di un pirata fuggiasco coi controcoglioni, divertente e geniale come l'abbiamo sempre conosciuto. Sollievo immaneh.

Per elencare a caldo invece i lati negativi, direi:
- La lentezza. Due ore e venti sono davvero lunghette, e purtroppo la trama incentrata soltanto su un pugno di personaggi ha diversi punti morti.
- Nessun personaggio memorabile. Di belli abbiamo giusto Angelica e Barbanera, che però viene poco approfondito, ed è un peccato. Gli spagnoli? Macchiette che passano sullo sfondo. Gli inglesi? Pure. Il frate Philip e la Serena Sirena (Serena la Sirena, sua Sirena Serenissima... ok, la pianto coi giochi di parole tristi, ma hanno cominciato loro) sono oltremodo noiosi e scontati: così scontati che il film non si dà nemmeno la pena di mostrarci che fine fanno. La verità è che hanno dovuto inserire una coppietta romantica, perché tra Jack e Angelica di vero romanticismo ce n'è davvero poco!
- Barbanera e i suoi arcani poteri. È un personaggio fantastico e non ci viene spiegato niente. NIENTE! Da dove derivano i suoi poteri? Qual è la sua storia? Ma soprattutto: hanno inserito gli zombie perché faceva figo annunciarli nel trailer? A conti fatti gli "zombie" fanno la loro comparsata tre volte in croce, si sa che sono brutti e cattivi e duri a morire, ma niente di più. Fine. Si saranno accorti troppo tardi che li avevano già largamente usati nel primo.
L'apparizione di papà Teague è stata una chicca: come un'ombra protettrice, e mi è piaciuto vedere lui e Jack insieme ancora per qualche momento. Speravo durasse di più, e invece sparisce nel nulla... anche se questo non fa che aumentarne il carattere misterioso, e accresce la mia stima per lui!
Barbossa... è stata un po' una pena vederlo con la gamba di legno; mi rovinava il personaggio così come lo avevo stimato ed ammirato. Tuttavia, si è riconfermato indubbiamente sè stesso, e mi è piaciuto: non ho potuto non apprezzare molto il suo ritorno al timone della Queen Anne! Finalmente ha trovato la nave che gli spetta!
E... ho sentito seriamente un colpo al cuore quando ha detto che la Perla era affondata. Ero sconvolta: temevo la prima enorme boiata del film, e invece è stato uno spettacolo quando hanno mostrato la Perla sana e salva in bottiglia, perché ho perso ogni controllo e ho cominciato a squittire: "LA BIMBA! LA BIMBA! HANNO SALVATO LA BIMBA! E' Lì DENTRO!!!"
Angelica non mi è dispiaciuta: è un personaggio di carattere e Penelope è stata molto brava a darle vita. Non rientra esattamente nei canoni dei miei preferiti, è un po' troppo, come dire... impostata per i miei gusti.
E poi, sorpresa delle sorprese, non mi ha troppo infastidita il suo rapporto con Jack. Un'altra prova di quanto io stessa sia cresciuta, e così anche il mio rapporto con il capitano: non è il legame di una fangirl con il suo idolo, ma ormai è diventato qualcosa di più sotterraneo e profondo. Prima ho detto che il loro rapporto era molto più basato sull'attrazione che non sul romanticismo, ed è palese: e quello che viene fuori non è male, anche perché è esattamente da Jack.
Però ho tirato un sospiro di sollievo (e una grassissima risata) nella scena finale dove, sebbene dopo un "anch'io ti amo" che non si sa se sia per davvero o per ripicca, Jack non si fa scrupoli ad abbandonare la bella Angelica con un tranquillo: "...e ora ti saluto!"
Un sospiro di sollievo sia per soddisfazione personale (quella c'è sempre), che per coerenza: fino all'ultimo ho avuto il terrore che trasformassero Jack nell'eroe disneyano, quello che mette la testa a posto per l'unico amore della sua vita. Invece no. Non Jack. Jack resta fedele a sè stesso: Angelica è certamente una delle persone a cui tutto sommato tiene, come aveva dimostrato in modo più sottile anche con Elizabeth, ma non si piega alla "storia d'amore".
E, posso dirlo? Grazie. Grazie, perché è vero che tutte noi che andiamo al cinema siamo donne normali, che sposeremo/convivremo/divideremo il talamo con il bravo ragazzo che ci ama davvero e che tiene a noi... proprio per questo motivo, almeno il pirata lasciatecelo libero. Non lo vogliamo bravo ragazzo, lo vogliamo così com'è. Non lo vogliamo vedere sistemato, lo vogliamo disponibile per tutte. È un ideale, un archetipo, quindi lasciatecelo stare.
A proposito di lui, noto che lo hanno improvvisamente "sessualizzato" molto, pur senza esagerare, cosa che lo rende più realistico e coerente. Negli ultimi film, forse proprio perché il target a cui sono diretti ondeggia tra la fascia dei giovani e quella dei bambini, spesso e volentieri era un personaggio molto "castrato" sotto quel punto di vista, ed era già tanto se flirtava più o meno apertamente con Elizabeth. Adesso... be', dico solo che ho cominciato a ridere (e non solo... ) con la scena della signora in carrozza!
Invece devo dire che un po' la mancanza di Elizabeth e Will l'ho sentita: la storia era l'avventura di Jack, quindi loro non c'entravano, però ho sentito nostaglia per dei personaggi interessanti come loro, sempre tornando al discorso della mancanza di personaggi memorabili.
Belle scene d'azione, dialoghi e battute fulminanti molto divertenti, begli scenari: niente più che un bel film di avventura, e direi proprio che probabilmente era il meglio che si potesse chiedere. Per il momento è tutto, anche se di certo mi verrà in mente qualcos'altro di cui sproloquiare per pagine e pagine.

Dico solo che ieri, quando sono tornata a casa, sentivo così forte la presenza di Jack che non mi sarei stupita di trovarmelo davanti in carne e ossa appena rientrata in casa.
E' stato bellissimo rivederti, capitano.