giovedì 15 dicembre 2011

Voci di biblioteca

martedì 15 novembre 2011 15.59

"Allora, com'è andata la tua prima settimana qui?"
"Be', piuttosto bene direi!"
"Era come te l'aspettavi?"
"Sì, penso di sì."
"E giù ai prestiti, col pubblico, ti sei trovata bene? Ti piace di più?"
" Mah, ti dirò, mi piace di più stare qui di sopra."
"...Ah sì? A fare ricollocazione, e tutto?"
"Sì!"
" ..."
" ...perché? È strano?"

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwkUHiJu3zFe3pV5r9ryGZ8H6bwiIqtPT4aQzIjjqrdgBaT3dkOfMVBzNBOGMNyNuTFR8Lj0UR3TEVQQ2XvO9Mqe5gHv2K00iaMltpMQygXNWjdRVc7PJq3qIGON_SufF-C6ZGJTsoF2Ex/

Piccole soddisfazioni

sabato 22 ottobre 2011 0.13
http://i7.photobucket.com/albums/y262/PirataLaura/fine.jpg

CATS

mercoledì 9 novembre 2011 17.05
A costo di dire un'eresia, Cats non è stato proprio quel che mi aspettavo. Splendido a livello di costumi e originalissime le coreografie, però probabilmente mi aspettavo di più da quello che è uno dei musical più famosi di tutti i tempi e dagli incassi più alti in tutto il mondo.
Mi è piaciuto, però di solito da un musical mi aspetto che sia divertente o molto coinvolgente: Cats è uno spettacolo molto lungo, ma i numeri memorabili, o i pezzi così accattivanti che ti ritrovi a canticchiare ininterrottamente dopo sono... pochissimi. Anche la trama è molto fumosa, ma di questo ho capito il perché quando, in seguito, ho letto che il musical è basato sul libro Old Possum's Book of Practical Cats, che non è altro che una raccolta di poesie con protagonisti i gatti, che Thomas Stearns Eliot scriveva per i suoi nipotini: sotto quest'ottica, ovvero vedendo tutto il musical non come una storia vera e propria, ma piuttosto una raccolta variopinta di singoli episodi ciascuno con un gatto diverso come protagonista, sono arrivata ad apprezzarlo di più.
Insomma, è bello: ma di certo è un musical molto atipico. Non so se lo riguarderei tutto da capo e non penso che andrei a vederlo dal vivo: troppo lungo. Ma mi sono perdutamente innamorata dei costumi, e alcuni pezzi valgono veramente la pena.
Per esempio, l'entrata in scena di Rum Tum Tugger mi ha fatta morire dal ridere: è come vedere David Bowie in versione gattesca! (per quanto le mie preferenze vadano a Munkustrap...)

Fan Art

sabato 3 settembre 2011 17.03
Ieri sono stata contattata da una ragazza su DeviantArt: senza che io le avessi chiesto niente, e senza esserci mai messe in contatto prima d'ora, mi ha regalato una fan art. Un disegno ispirato all'ultimo capitolo di una delle mie fanfiction. Una fan art su qualcosa che ho scritto io.
Inutile dire che sono rimasta basita, onorata e piacevolmente sorpresa.
Era già successo un'altra volta, quando Daniela mi ha dedicato uno splendido schizzo ispirato alla mia protagonista, anche se non ne aveva mai letto la storia. (Poi, su mia richiesta, ha sfornato un'altra sua personalissima versione della mia Laura Evans.)
Stavolta, invece, la sorpresa è arrivata assolutamente dal nulla, da parte di qualcuno che semplicemente ha letto quello che scrivo e lo ha apprezzato abbastanza da volere dare vita ai miei personaggi, o ad un momento particolare che io ho inventato.
Credo che non ci sia gratificazione più grande, per una scrittrice, di quella che si prova quando ti rendi conto che sei riuscita a fare amare a qualcuno le storie e i personaggi che ami tu.
Quando il tuo mondo inventato non è più semplicemente il tuo.
E pensare che si tratta solo di una semplice fanfiction: una storia in cui metto il cuore e l'inventiva, ma le cui basi sono state gettate da altri. Lo scorso mese mi si è scaldato il cuore con i commenti entusiasti di una mia cara amica, che ha letto tutta la mia saga piratesca a tempo di record, e il solo vederla così appassionata da qualcosa che ho scritto io è bastato a ridarmi la voglia di scrivere. Non solo per me, stavolta. Ma per lei, e per chiunque io sia riuscita ad emozionare anche solo un pochino, anche solo una volta, con una storia scritta da me.
È un rito di passaggio: è il momento in cui le tue storie diventano anche le storie degli altri, e non c'è cosa più bella. Anche se si tratta solo di fanfiction, è un onore enorme e un grande, grandissimo traguardo.

Il primo disegno che mi è stato dedicato contiene uno spoiler piuttosto grosso sugli ultimi capitoli finora pubblicati (anche se... ehehe, sorpresa!), però oggi me ne ha dedicato un altro ancora.

Musica e Parole

sabato 9 luglio 2011 13.54

Scrivere con la musica non è da tutti.
Io di solito non lo faccio: mi distraggo già troppo facilmente di mio, e la musica di solito contribuisce soltanto a provocarmi ondate di pensieri e ricordi, che entrano invitabilmente in conflitto con le parole che cerco di mettere ordinatamente su carta. A volte invece ne ho semplicemente voglia, mi ispira, e di colpo conciliare scrittura e musica non è più un'impresa.
Spesso sono le colonne sonore: è più facile, senza parole altrui a distogliere la mia mente da quello che voglio dire. Altre volte, più raramente (ma devo essere davvero nel giusto stato d'animo) trovo le canzoni perfette.
È un attimo particolare, un collegamento casualmente funzionante: se altre volte sentire qualcosa di sottofondo mi farebbe solo bloccare il flusso delle parole, qualche volta le due cose si amalgamano perfettamente, e testo e canzone scorrono tranquille senza darsi alcun fastidio.
Mi capita più spesso con le fanfiction: nella saga piratesca di Caribbean Tales ho inserito più e più volte vere e proprie canzoni, i chantey pirateschi dell'epoca, proprio perché mi piace immaginare ciò che scrivo come se fosse la scena di un film che mi vedo scorrere davanti agli occhi. Vedo le inquadrature, i primi piani, i paesaggi, i cambi di scena tra diversi personaggi, e proprio per questo mi piace sentire anche la colonna sonora: molto spesso mentre scrivo ascolto a ripetizione una canzone che i personaggi sentono in sottofondo proprio lì, in quel preciso momento, e ascoltare quello che ascoltano loro mi aiuta a rendere la cosa tridimensionale, viva.
Altre volte cerco di replicare le sensazioni che mi ha dato una certa canzone: un intero capitolo chiave del mio libro fantasy è stato scritto ispirandomi ad una canzone di un album meraviglioso che si chiama The Human Equation. Quando i miei capitoli avevano ancora un titolo per ciascuno, quello si chiamava infatti Dolore. E vi assicuro che avere quella musica nelle orecchie è stato fondamentale per potermi concentrare su parole come "We lead/We hide as the pain leaves the rage inside/Being here, welcomed by/a sane mind/A travelled lie/All the time, I have waited with rage/All the time, I was promised my salvation"
In questi casi uso la musica per cercare di trasmettere sensazioni profonde, nel caso delle canzoni delle fanfiction, invece, la uso per immergermi nell'atmosfera e per creare una sorta di legame fisico, quasi tangibile, tra me e le scene che sto scrivendo.
Tanto per divertirmi, quindi, vi lascio con la colonna sonora che accompagna la scrittura di stamattina!
 
 

Sono o non sono... Capitan Uncino!

lunedì 20 giugno 2011 20.07
   http://29.media.tumblr.com/tumblr_l13r2uEd111qbvqlqo1_400.jpg
È risaputo che sono un'amante dei cattivi.
Di recente, però, una serie di curiose coincidenze mi ha fatto riscoprire sotto una luce del tutto nuova un particolare cattivo: capitan Uncino. Ora, a dirla tutta, non ho mai amato molto Peter Pan: mi piace il modo in cui James Matthew Barrie celebra il potere della fantasia e dei bambini, ma niente di più. L'ultimo film di Peter Pan lo vidi, credo, nel 2003 una sola volta al cinema, e non mi lasciò tanto impressionata... salvo una cosa. Salvo capitan Uncino. Però finì tutto lì: apprezzai l'idea, ma poi dimenticai il film, che mi aveva lasciata piuttosto fredda.
E adesso, invece, l'ho ripescato e riguardato solo per lui: per Uncino. A parte il fatto che lo interpreta un pregevolissimo Jason Isaacs e che mi si sono accesi gli ormoni da un bel po' e non trovo più il tasto per spegnerli... A parte questo, la seconda visione del film è stata quella che mi ha riconfermato una certezza: ovvero che sto definitivamente, da sempre, dalla parte dei Pirati. Dalla parte di Uncino.
Non parlo proprio dell'Uncino che Barrie intendeva come cattivo e nemico dell'infazia per eccellenza, o quello di Bennato per il quale "per scuotere la gente/ non bastano i discorsi/ ci vogliono le bombe!". Parlo dell'Uncino che ho visto io. Questo Uncino è ossessionato da Peter Pan, succube di una rabbia e di un odio che non ha eguali: e credo che tutto il suo odio non sia altro che... paura del tempo. Peter Pan gli ha tagliato una mano, e con con quel gesto gli ha ricordato il suo essere mortale: da quel momento il coccodrillo lo segue sempre con il suo infernale ticchettio, condannandolo. Un Uncino che odia Pan perché la sua perenne infanzia, allegria e vitalità lo stanno uccidendo lentamente, torturandolo con una felicità e una spensieratezza che a lui sono negate.
Mi piace molto di più Uncino, che Peter Pan. Peter è davvero "incompleto" come lo definisce giustamente il capitano: lui non crescerà mai, non invecchierà, non avrà mai una crescita interiore, né la possibilità di amare in modo adulto. Tutto questo lui lo ha scelto, e non torna indietro. Wendy lo ama, ma il suo è il gesto di chi amerà per sempre i propri sogni di bambina, pur accettando la crescita, i cambiamenti, le responsabilità. Wendy è un personaggio completo, Peter no. Peter è un archetipo, e quello resterà.
Per aprire una parentesi, una delle cose che non mi erano piaciute nel film era tutta l'esasperatissima tensione erotica tra Peter e Wendy; cosa che stride ancora di più quando ci si scontra col fatto che il romanticismo, tra loro, non può avere nessuno sbocco. Perché? Perché Peter è bloccato. È emotivamente incompleto, e al contrario di Wendy lo resterà. Se poi contiamo che capitan Uncino è lo stesso attore che interpreta il padre di Wendy, posso tirare fuori tutte le teorie freudiane che voglio... ^^
Uncino capisce tutto il peso della realtà: quello della propria solitudine, quello del tempo. La sua unica consolazione, ormai, è quella di sapere che Peter è solo quanto lui; per questo sembra più interessato a distruggere quello che ama, piuttosto che ucciderlo quando ne ha l'occasione. Non si sa cosa speri di ottenere una volta uccisa la sua nemesi: a Trilly dice che "morto Pan, saranno entrambi liberi". Forse liberi dallo spaventoso spauracchio del tempo che passa.
Insomma, dopo che già diverse volte un capitan Jack Sparrow è comparso ad indicarmi la strada, stavolta a richiamare la mia attenzione è stato un Capitan Uncino, che col suo uncino di ferro batte significativamente sul quadrante di un orologio che ticchetta inesorabile.
Essere dei Peter Pan non deve mai diventare un peso, come un'Isola che Non C'è non deve diventare una gabbia dorata dentro cui murarsi vivi. Il mondo fuori fa una paura boia, e il semplice rifiuto della realtà e delle responsabilità non ti aiuta a combattere.
Volere fermare il tempo o tornare indietro non lo fa rallentare. Limitarsi a sognare non realizza i sogni.
E qualche volta ci vuole davvero un presunto cattivo per insegnarti ad armarsi di spada e respingere le sciabolate della realtà.
Il coccodrillo non si ferma, e non aspetta nessuno.

White and Nerdy

lunedì 13 giugno 2011 0.12

Mi piace leggere, il cinema, i fumetti e i fumettisti, scrivere fanfiction, i videogiochi e i loro personaggi, i cartoni animati con tutte le loro canzoni, i fantasy, i pirati, Star Wars, i giochi di ruolo da tavolo, dal vivo e via internet, Dungeons & Dragons, i dadi da 20, il cosplay, il disegno, le tavole illustrate, i cofanetti di dvd, l'oggettistica steampunk, DeviantArt, guardare i Griffin e The Big Bang Theory in streaming, le maratone film, le master replica, le spade in lattice, le spade vere, e preferisco ballare quando qualcuno suona musica folk. Fiera, fierissima di essere nerd. O forse una dork.

http://www.allthesinglegirlfriends.com/wp-content/uploads/2011/03/Nerd_Dork_Geek_Venn_Diagram.jpg